Monday, February 06, 2012   
  Search  
 

 

Register  Login  
GLI INTEGRATORI ALIMENTARI  

 

 Gli integratori alimentari    

Molte persone fanno uso degli integratori alimentari perché pensano che possano garantire loro benessere e vitalità o migliorare le loro prestazioni sportive. Per questo è bene conoscere meglio questi prodotti: la loro origine e i loro veri effetti.

Sempre più spesso per sopperire alle carenze di un’alimentazione squilibrata, per dimagrire o per recuperare dopo un allenamento pesante, attingiamo al variopinto mondo degli integratori alimentari senza preoccuparci troppo di che cosa mandiamo giù. Ma qual è la reale efficacia di questi prodotti? Gli integratori fanno bene o fanno male? Sono sicuri?

 


Il mito degli integratori
Capsule di mirtillo, estratto di tè verde, concentrato di melograno, beta carotene, selenio, estratto di semi di uva, estratto di corteccia di pino, propoli. Se ci dicono che si tratta di un integratore alimentare antiossidante siamo disposti a ingerire qualsiasi cosa. Solo negli Stati Uniti è stato calcolato che circa la metà della popolazione adulta prende tutti i giorni integratori per tenersi in buona salute e allontanare le malattie. Ma tutti questi prodotti fanno davvero bene? Le ricerche condotte negli ultimi anni dimostrano che, nel migliore dei casi, gli integratori fanno poco o niente per la nostra salute. Nel peggiore dei casi poi, possono anche avere l’effetto opposto e creare gli stessi problemi che dovrebbero eliminare. Ma dietro la loro fama di prodotti miracolosi c’è tutta una lunga storia.

 


I radicali liberi
Negli anni cinquanta gli scienziati avevano scoperto che molte malattie – tumore, diabete, artrite, Parkinson, Alzheimer e tante altre – erano legate si danni causati da elementi chimici altamente distruttivi: i radicali liberi. Gli studiosi sapevano anche da tempo che chi seguiva una dieta ricca di frutta e verdura, alimenti che contengono molti antiossidanti in grado di neutralizzare i radicali liberi, era meno soggetto a infarti, diabete, ictus e certi tipi di tumore. Facendo due più due, gli scienziati ipotizzarono che questi antiossidanti costituissero una protezione e che usandoli come integratori alimentari sarebbe stato possibile contenere i danni dell’ossidazione e ridurre l’incidenza di tante malattie.

 


Il business
Era semplicissimo: i radicali liberi fanno male e gli antiossidanti fanno bene. Questa idea fece nascere una colossale industria degli integratori alimentari. Negli Stati Uniti la spesa complessiva per l’acquisto di integratori alimentari è di 25 miliardi di dollari all’anno. L’incredibile gamma di prodotti in vendita non permette di calcolare quanto si spende per gli antiossidanti, ma di sicuro la cifre sono da capogiro. E se ne vendono sempre di più. Un istituto di San Francisco che si occupa di ricerche di mercato ha calcolato che solo nell’ultimo anno il mercato degli integratori è cresciuto dl 18 per cento.

 


I test scientifici
Gli antiossidanti più noti sono la vitamina E, la vitamina C e due classi di sostanze chimiche derivate dalle piante chiamate polifenoli e carotenidi. La maggior parte degli integratori spacciati per antiossidanti contengono almeno una di queste sostanze. A partire dai primi anni Novanta gli scienziati cominciarono a testare questi composti e molto spesso gli integratori non superavano i test. È vero che gli antiossidanti neutralizzano i radicali liberi, ma una volta che si trovano nel corpo umano sembrano stranamente impotenti. Non solo non riescono a impedire i danni dell’ossidazione, ma a volte peggiorano addirittura le cose.

   
 Print   
      

 

   
  
 STATISTICHE    

 

   
  
DotNetNuke® is copyright 2002-2012 by DotNetNuke Corporation